Smart Working al Bar, Coworking area … Cerca con Swarly

Smart Working al Bar…

Swarly è il servizio di ricerca di locali adatti a
Smart Working e Coworking in Italia. 

Swarly seleziona i migliori locali adatti allo Smart Working.

Lo Smart Working: una rivoluzione che coinvolgerà 2 aziende su 3 anche dopo l’emergenza sanitaria in corso. Sempre più persone scelgono luoghi alternativi dove connettersi ed interagire con gli altri. L’obiettivo di Swarly è mettere in contatto proprietari di spazi (come bar, liberie, coworking…) e Smart Worker in modo che questa idea diventi realtà.

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Hai uno spazio che vuoi rendere disponibile per lo Smart Worker? Ritieni che il tuo bar, ristorante possa essere adatto ad accogliere Smart Worker? Swarly può offrire una grande opportunità a chi gestisce un area ristoro, con possibilità di Smart Working e Coworking..

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Quali sono il tipi di locali ideali per lo smart working

Per consentire la pratica dello Smart working un locale deve offrire spazi lavorativi che considerino la privacy del lavoratore. Per valutare la qualità di uno locale sotto il punto di vista lavorativo ci sono vari fattori come il rumore, la comodità della seduta o anche la luce sia ambientale che quella riflessa sui monitor.
Bar, ristoranti, librerie… possono offrire spazi dedicati allo smart working. Spesso fuori da orari di punta questo genere di locali può offrire un considerevole numero di posizioni adatti a questa pratica, a patto che lo smart worker stesso sia in grado di capire che il posto che occupa non è totalmente gratuito e quindi lui stesso è un cliente che deve essere in grado di ricambiare il valore dello spazio che sta occupando senza diventare un peso per il gestore.

In alcuni casi come le aree coworking vengono affittate a giornate, postazioni o locali interi.

Cos'è lo Smart Working

Lo Smart Working è un modello organizzativo entrato ormai attivamente nei rapporti tra i lavoratori e le aziende.

Le origini dello Smart Working possono essere ritrovate nel telelavoro, nato prima negli USA ed arrivato in Italia negli anni Ottanta con la legge del 16 giugno 1998 n. 1911: le Amministrazioni Pubbliche possono avvalersi di forme di lavoro a distanza. I dipendenti sono autorizzati a effettuare, a parità di salario, la prestazione lavorativa in luogo diverso dalla sede di lavoro, previa determinazione delle modalità per la verifica dell’adempimento della prestazione lavorativa.

Questo “intelligente” cambiamento delle modalità con cui si svolgono le attività lavorative, elimina legami e modelli antiquati ancorati a concetti di postazione fissa e uffici che non si accordano con i principi di determinazione e flessibilità tipici dello Smart Working.

Chi può lavorare in Smart Working

Grazie alla Legge di Stabilità del 2012 e la Legge 81/2017, lo Smart Working ha fatto molti progressi affermandosi a tutti gli effetti come una concreta pratica lavorativa, che consente di scegliere di lavorare a distanza e quali dispositivi utilizzare per relazionarsi con i propri colleghi.

Come prevede il D.L. Decreto-Legge 19 maggio 2020, n. 34 lo smart working è realizzabile “a condizione che tale modalità sia compatibile con le caratteristiche della prestazione”.

Il requisito fondamentale pertanto, riguarda il tipo di mansione che si svolge. Lo Smart Working è possibile esclusivamente se l’attività non necessita strettamente dalla presenza del lavoratore nella sede fisica dell’azienda.

Perchè le società sceglieranno sempre più la forma dello Smart Working

Il futuro delle aziende rivolge il proprio sguardo allo “smart working” per svariati motivi.

Principalmente per affrontare il tema della riduzione dei costi di amministrazione degli spazi fisici che secondo uno studio dell’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano potrà portare a una riduzione delle spese fino al 30%.

In più secondo questo studio il lavoratore in”smart working” ha un aumento sensibile della produttività di quasi il 15%. Questo incremento frutterebbe all’intero Paese una crescita potenziale di circa 13,7 miliardi di euro.

Per questo oltre il 70% delle aziende proseguiranno con lo Smart Working anche al termine dell’emergenza sanitaria usufruendo come minimo tra i 2 e i 3 giorni di Smart Working (lavoro agile) a settimana per ogni lavoratore.

Dove è consentito lo Smartworking

Lo Smart Working, in quanto lavoro agile, è consentito da qualsiasi luogo, purché ci sia una buona connessione dati, che è requisito fondamentale.

Inoltre altro aspetto importante è la sicurezza dei dati stessi, che può essere garantita con l’utilizzo di VPN aziendali.

I vantaggi dello Smartworking

Il vantaggio principale dello Smart Working senza dubbio è la maggior flessibilità a lavoro sia in termini di orari, sia in termini di spazi (lavoro da coworking, da casa, da un bar) garantendo la sicurezza dei dati. La possibilità di lavorare in un ambiente dinamico, trasparente, innovativo e collaborativo infatti aumenta la produttività. Gestire meglio il proprio tempo e creare un rapporto con il proprio manager e con i colleghi migliora l’equilibrio vita lavorativa-vita personale.

Secondo il famoso sociologo De Masi, professore do Sociologia del Lavoro presso l’Università La Sapienza di Roma, che è stato il primo in Italia a credere nel telelavoro, lavorare da remoto è una grande opportunità per il Paese che inevitabilmente aumenterà la produttività.

Il lavoro del futuro e lo Smart Working

Al termine dell’emergenza sanitaria si stima che i lavoratori agili, che lavoreranno almeno in parte da remoto, saranno complessivamente 5,35 milioni, di cui 1,72 milioni nelle grandi imprese, 920mila nelle PMI, 1,23 milioni nelle microimprese e 1,48 milioni nelle PA. Per adattarsi a questa nuova normalità del lavoro il 70% delle grandi imprese aumenterà le giornate di lavoro da remoto, portandole in media da uno a 2,7 giorni alla settimana e una su due modificherà gli spazi fisici. Nelle PA saranno introdotti progetti di smart working (48%), aumenteranno le persone coinvolte nei progetti (72%) e si lavorerà da remoto in media 1,4 giorni alla settimana (47%), rispetto alla giornata media attuale. Le organizzazioni si stanno attrezzando per tradurre le nuove abitudini e aspettative dei lavoratori in un nuovo approccio al lavoro.

Il 36% delle grandi imprese modificherà i progetti di Smart Working in corso e digitalizzerà i processi. Ben il 70% di chi ha un progetto di lavoro agile aumenterà le giornate in cui è possibile lavorare da remoto, passando da un solo giorno alla settimana prima della pandemia a una media di 2,7 giornate a emergenza conclusa. Anche le pubbliche amministrazioni aumenteranno il personale coinvolto nei progetti di smart working (72%), che prima dell’emergenza era solo il 12%, e le giornate di lavoro agile (47%), passando da una media settimanale inferiore a un giorno a circa 1,4 giorni a settimana. (Fonte Corriere della Sera 4 Novembre 2020)

lo Smart working al bar è consentito?

Lo Smart working è consentito ovunque in luoghi privati o in luoghi pubblici come al parco al bar, in riva al mare… Ma ci sono casi in cui le aziende stipulano contratti di lavoro che non consentono di praticare Smart working in luoghi pubblici. Quindi è sempre bene informarsi sulle scelte prese dell’azienda per cui si lavora.